Tè e Osteoporosi


Studi recenti hanno dimostrato che per avere ossa forti, è buona abitudine consumare giornalmente una o più tazze di tè.

Lo afferma una ricerca australiana condotta dalla Flinders University, pubblicata sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition.


Con tre tazze di tè al giorno si può ridurre il rischio di fratture di circa il 30%. Non solo latte e formaggio quindi.

1200 donne hanno preso parte alla ricerca ed è stato loro chiesto di compilare specifici questionari riguardanti le loro abitudini alimentari, in particolare quelle relative al consumo di tè.
 

Il risultato è stato sorprendente: durante il periodo di osservazione, pari a 10 anni, le donne hanno subito 288 fratture, 129 delle quali all’anca.

Il dato interessante rivela che coloro che bevevano almeno tre tazze di tè al giorno (nello specifico tè nero e verde), risultavano avere circa un terzo in meno di probabilità di incorrere in una rottura di un osso nel corso del decennio, rispetto a chi lo beveva raramente o per nulla.

Per gli esperti i flavonoidi, gli elementi attivi più importanti presenti nel tè, rafforzerebbero le ossa, accelerando la formazione di nuove cellule ossee e rallentando l’erosione di quelle esistenti.

 

Twinings abbandona il rosso

L'Italia è l'unico Paese al mondo dove i tè fermentati Pu'er sono definiti, dagli operatori del settore, come “tè rossi”. Come mai?

Una decina di anni fa, Twinings uscì sul mercato italiano con un nuovo prodotto, il tè pu'er fermentato e, non sapendo come chiamarlo, lo defìnì “tè rosso” (vedi nostro articolo del 2008).

Ovviamente era una definizione, dal punto di vista tecnico, assolutamente sbagliata, ma efficace probabilmente dal punto di vista del marketing e della comunicazione.


Sta di fatto che ai commercianti italiani (e ahinoi anche alla gran parte dei negozi cosiddetti specializzati) quella definizione piacque molto e così, senza alcun minimo senso critico, fecero propria la dicitura commerciale adottata dalla grande multinazionale.

Fu così che in Italia (e solo in Italia) si iniziò ad utilizzare il termine "tè rosso" per indicare i tè pu'er fermentati.

Ma nel 2013 la sorpresa.

Sempre sulle pagine del nostro blog, appariva un altro articolo che riapriva la questione sul “tè rosso” della Twinings, in cui si evidenziava la leggerezza con cui la società britannica utilizzasse a proprio piacere e a seconda dei mercati, il termine “tè rosso”, per indicare prodotti molto diversi tra loro (vedi nostro articolo del 2013).

Oggi la svolta.

Grazie anche alla pressione della nostra associazione, Twinigs, finalmente, è uscita sul mercato italiano con una nuova confezione di Pu'er, dove, correttamente, definisce il tè pu'er fermentato per quello che è, senza utilizzare termini che possano creare confusione nel consumatore.




Non ci resta quindi che complimentarci e ringraziare Twinings Italia per l'aggiornamento fatto e per il suo impegno nella corretta informazione.

Tea Bagging?




Contro il glaucoma gli antiossidanti del Tè Verde



Secondo i ricercatori dell'Università di Valencia sarebbero gli antiossidanti la chiave dell’aiuto offerto contro la degenerazione progressiva del nervo ottico. Anche frutta e verdura, purché freschi, ne conterrebbero in misura adeguata alla prevenzione.


Il glaucoma una malattia oculare dovuta ad un aumento della pressione all'interno dell'occhio ed è una delle più frequenti cause di cecità nel mondo. Secondo l'Oms, colpisce circa 55 milioni di persone. La cecità legata al glaucoma si può prevenire purché la malattia sia diagnosticata e curata tempestivamente.

Naturalmente è possibile anche un'adeguata prevenzione. Tra i fattori di rischio più importanti vi è l'aumento della pressione oculare, dovuta al mancato "scarico" dell'eccesso di umore acqueo.

Gli antiossidanti contenuti in diversi alimenti avrebbero un effetto benefico sulla retina, la membrana più interna del bulbo oculare, portando dei benefici perlomeno nel breve termine.

La ricerca è una revisione di 20 studi precedenti sull'alimentazione e il glaucoma, che ha permesso di ricostruire il ruolo positivo del retinolo (contenuto ad esempio nel fegato), della vitamina B1 (presente in patate e pane), degli omega 3 contenuti in pesce e noci, e del polifenoli di cui è ricco il Tè Verde.

Professional Tea Tasting Video Series


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La passione per il Tè nasce nel grembo materno


Pare che alcuni test abbiano dimostrato che ciò che piace alla mamma in gravidanza piacerà al nascituro. Sarà vero?

Qualche tempo fa The Guardian ha pubblicato un articolo secondo cui alcuni test dimostrano che i cibi consumati in gravidanza sono facilmente identificabili nel fluido amniotico e che il feto svilupperà così il gusto per sapori già familiari nel grembo materno.

Forse si tratta di un meccanismo legato alla sopravvivenza, di certo gli esseri umani adorano il sapore dolce ancor prima di nascere. Difatti a circa 15 o 16 settimane dal concepimento, il feto sviluppa già apprezzamento per gli zuccheri assumendo una maggior quantità di fluidi amniotici se sono dolci e di meno se sono amari.

Il liquido amniotico contiene componenti chimici che hanno un loro sapore e un loro odore, ed è noto che la familiarità genera affezione. Così, ad esempio, se già cinque mesi prima di nascere il feto si abitua a “gustare” il tè nel grembo materno, potrà diventare un amante della bevanda da grande.

L’altro lato della medaglia è che se la mamma durante la gravidanza indulge nell’assunzione dei famigerati “junk food” o “cibo spazzatura”, anche il bimbo potrebbe sviluppare una predilezione per quegli alimenti altamente saporiti, estremamente energetici, ma poveri di nutrienti, che piacciono tanto perché esercitano una forte attrazione sulle nostre innate preferenze.

Tornando al tè, se anche vostra madre, così come la mia, non ha mai bevuto tè in vita sua, non disperate: avete comunque ancora delle chance per diventare bevitori ed estimatori della bevanda anche da grandi ;)

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Asta record per una tazzina di epoca Ming



Hong Kong, 9 aprile 2014 – Una rara tazzina di porcellana di epoca Ming di oltre 500 anni fa è stata battuta all’asta ad Hong Kong per la cifra record di 36 milioni di dollari (oltre 26 milioni di euro), facendone uno degli oggetti d’arte cinesi più pagati al mondo.

La piccola tazza (meno di 8 cm di diametro) del periodo Chenghua (1465-1487) venne realizzata nella celebre manifattura imperiale di Jingdezhen (la Meissen del celeste impero).

La tazzina, in perfette condizioni, è conosciuta come lachicken cup, per le decorazioni che ritraggono dei galli sulla parte esterna. Se ne conoscono 17 in tutto al mondo, di cui solo 4 in mano a privati.

Quando, nel 1999, un altro esemplare fu battuto all’asta, venne aggiudicato ad un decimo della cifra odierna. La tazza proviene da una celebre collezione occidentale di ceramiche cinesi, la ‘Meiyintang’, accumulato nel corso di metà secolo dai magnati della farmaceutica svizzera, i fratelli Zuellig.

Ad aggiudicarsi il reperto prezioso all'asta di Sotheby di Hong Kong, un miliardario cinese di nome Liu Yiqian che ha concluso l'affare via telefono. La tazzina sarà esposta nel museo privato del collezionista, il ‘Long Museum’ di Shanghai.

Il Tè Verde può ridurre l'efficacia dei farmaci contro l'ipertensione



Le proprietà antiossidanti e l’efficacia protettiva nei riguardi delle malattie cardiovascolari da parte del tè verde, sono ampiamente dimostrate da diversi studi scientifici ed i risultati ottenuti dai ricercatori costituiscono un progresso verso il trattamento con rimedi naturali dell’ipertensione e quindi non farmacologici.

Il tè verde, quindi, è da considerarsi un efficace trattamento naturale nei casi di ipertensione e come regolatore della pressione arteriosa (per l'efficacia protettiva da parte del tè verde verso le malattie cardiovascolari, clicca QUI)

Tè verde e farmaci anti ipertensione

Tuttavia, si scopre che il tè verde, se assunto con le pillole anti ipertensione, indebolisce l'azione del principio attivo di tali farmaci, ossia il nadololo.

Lo hanno scoperto i ricercatori giapponesi autori di un piccolo studio sull'uomo pubblicato sulla rivista scientifica "Clinical Pharmacology & Therapeutics".

Lo studio

I test, su 10 volontari, hanno dimostrato che l'efficacia del medicinale è ridotta in chi assumeva tè verde in concomitanza con il farmaco. Un meccanismo confermato anche da studi di laboratorio.

Bastano 2 tazze per l'interazione

Dunque i ricercatori sottolineano l'importanza di tener conto di questa interazione. Come per altri medicinali, il foglietto illustrativo che accompagna il nadololo avverte che alcuni farmaci, tra cui i rimedi a base di erbe, possono interagire con l'azione dell'antipertensivo.

Ebbene, tra questi occorrerebbe inserire anche il the verde. Secondo gli scienziati, un paio di tazze di questa bevanda sarebbero sufficienti per ottenere l'effetto messo in luce dalla ricerca.

I Maestri di ADeMaThè in cattedra a HOST

Prima bevanda calda più bevuta al mondo, il thè piace sempre più anche agli italiani.

Questo importante segmento del mercato beverage, sarà protagonista a HOST, il Salone internazionale dell’ospitalità professionale, al quartiere fieristico di Milano-Rho, da venerdì 18 a martedì 22 ottobre 2013.

La manifestazione, leader mondiale nel settore Ho.Re.Ca. e Retail, ospiterà infatti, per la prima volta, uno spazio dedicato al tè, nell’ambito dell'area allestita da Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi di Confcommercio, denominata "P.E./24H - La Cas@ fuori-Casa".

Una nuova, importante piattaforma di business per operatori del settore da tutto il mondo e anche una occasione unica di approfondimento e formazione, grazie alla collaborazione tra Host, Fipe e ADeMaThè, l'Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè.

Durante i cinque giorni di manifestazione, Fipe e ADeMaThè organizzeranno eventi per promuovere la cultura del tè, che vedranno alternarsi workshop e seminari. Grande attenzione sarà rivolta in particolare alle nuove professioni del comparto tè e infusi, oggi finalmente riconosciute a livello statale grazie agli attestati di qualificazione professionale rilasciati da ADeMaThè per le professioni di Tea Taster, Tea Trader, Tea Sommelier, e alle opportunità di lavoro che queste aprono oggi.

Oltre agli eventi formativi e informativi dedicati, non mancheranno momenti tasting, cerimonie del thè e performance di importanti baristi. I cocktail a base di tè, infatti, sono uno degli esempi delle opportunità che questa nicchia offre in termini di occasioni di ibridazione tra prodotti, sempre più importanti in un mercato che sta evolvendo rapidamente verso il modello dei locali multi-specializzati.

“Il numero degli operatori e dei bar, ma anche dei ristoranti, che ci chiedono consigli aumenta costantemente – commenta Marco Bertona, presidente di ADeMaThè – e la partnership con Fipe ci offre un’opportunità unica per far conoscere la cultura del thè a tutto il settore. Viviamo un momento di grande interesse verso il thè e notiamo che nessuna delle attività che abbiamo visto nascere, e che abbiamo aiutato a partire negli ultimi tre anni, ha avuto difficoltà”.

Nei cinque giorni di fiera, ADeMaThè metterà inoltre a disposizione per tutti gli operatori professionali che aspirano a specializzarsi nel settore, uno sportello di consulenza gratuita con gli esperti dell'Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè, sulle seguenti tematiche:  riconoscimento delle figure professionali del comparto tè e infusi, attestazioni di qualificazione professionale, nuove opportunità di lavoro e modalità per accedere alla formazione finanziata.

TUTTI I GIORNI, DAL 18 AL 22, ad HOST presso lo Spazio ADeMaThè, Pad. 14 – Stand M03.

Si consiglia di fissare un appuntamento contattando ADeMaThè

Link Utili
Programma degli eventi e Comunicato stampa
- Host 2013

Dal Tè Verde una possibile cura per i tumori infantili

I tumori infantili, in particolar modo il neuroblastoma, potrebbero presto essere sconfitti grazie a una sostanza che viene estratta dal tè verde, una sostanza antiossidante che conosciamo piuttosto bene, ossia la “catechina”.

A renderlo noto, sarebbe stato l’oncologo Orazio Vittorio, ricercatore presso il Children’s Cancer Institute Australia e il Lowy Cancer Research Centre della UNSW, che grazie alle sue ricerche, sarebbe riuscito a creare una forma di catechina capace di distruggere il tumore, aumentando così la possibilità di diminuire il tasso di mortalità infantile ad esso collegato.

Che la catechina fosse una molecola molto utile contro alcune forme di cancro, era già un fatto noto, ma fino ad oggi la sua instabilità, una volta a contatto con l’organismo umano, aveva fatto in modo che il suo impiego fosse ancora limitato.

Adesso, grazie alle loro ricerche, gli esperti australiani sono riusciti a creare una forma di catechina più stabile e quindi più efficace.

Si tratta di una scoperta molto incoraggiante per quanto concerne in particolar modo il trattamento del neuroblastoma, tumore che colpisce i bambini e che è causa di un’alta percentuale di decessi infantili. 

Questo genere di tumore è purtroppo resistente ai trattamenti di chemioterapia, ma grazie a questa nuova forma modificata di catechina, potrebbe essere possibile ottenere effetti positivi (si parla addirittura della distruzione del 50% delle cellule tumorali in soli tre giorni di trattamento con catechina), con “effetti minimi sulle cellule normali”, spiega il dottor Vittorio, che ha peraltro da poco ottenuto il “Kid’s Cancer Project Award” grazie alle sue ricerche.

“Ora - avrebbe dichiarato l’oncologo - sarò in grado di strutturare questa ricerca e lavorare per una terapia efficace contro il neuroblastoma aggressivo”.

The, Thè o Tè?


Di seguito una lettera inviataci da un nostro socio che, con il suo consenso, pubblichiamo.

"Vorrei chiedere un chiarimento al Prof. Bertona: l'altro giorno ho scritto una mail al Prof. Livio Zanini, dell'Associazione italiana cultura del tè, in cui gli chiedevo di poter visitare la biblioteca dell'associazione. Tuttavia mi ha fatto notare che, a differenza di quello che mi è stato comunicato durante il corso di Ademathè, la dicitura 'thè' sarebbe un errore grammaticale in quanto inesistente nella lingua italiana.

Per correttezza e trasparenza vi riporto l'enunciato di Livio:
Mi permetto come ultima cosa di farle presente che in italiano corrente il nome della straordinaria bevanda si scrive "tè". E' diffuso anche il nome "thé" con l'acca e l'accento acuto alla francese. La parola "thè" con l'acca e l'accento grave non esiste.

Eppure, se non ho compreso male nel precedente corso, il Prof. Bertona spiegò che il nome della bevanda si può scrivere correttamente, secondo la normativa italiana sull'etichettatura degli alimenti, in tre differenti modi: Tè, The, Thè.

Mi auguro riusciate a sciogliere questo dilemma..." 

Claudio C.

- - -

Gentile Claudio, La ringrazio innanzi tutto per avermi contattato e Le confermo fin da subito quanto da me dichiarato durante il corso, ossia che in italiano è corretto scrivere , The, Thè e anche la normativa italiana sulla etichettatura degli alimenti, ammette tutte e tre le grafie.

In merito poi all'affermazione di Livio, secondo cui “La parola thè con l'acca e l'accento grave non esiste” mi sembra, a dir poco, azzardata.

Ma facciamo un breve excursus storico sul termine in questione.

Già nel 1700, nel nostro Paese, erano utilizzate entrambe le versioni, sia senza l'h (te)
sia con l'h (the), anche se c'era una certa predilezione verso questa ultima, ossia the, perchè il termine te, per indicare la bevanda, era, a quell'epoca, spesso scritto senza alcun accento.

Il Vocabolario Italiano Latino per uso degli studiosi di belle lettere, pubblicato nel 1751, alla voce Te (scritto senza accento), riporta:

Te, arboscello, che nasce nel Giappone e nella Cina, the.

Il Dizionario botanico italiano, pubblicato nel 1858, alla voce non fornisce nessuna definizione, ma rimanda addirittura alla parola Thè, con l'h e l'accento grave.

Il Vocabolario Etimologico di Pianigiani, uno dei più famosi vocabolari etimologici italiani, edito per la prima volta nel 1907, riporta:

Tè e Thè. Arboscello che cresce nella Cina e nel Giappone e le cui foglie servono a fare una gradevole infusione.

Anche ai giorni nostri, tutti i più classici e prestigiosi dizionari italiani, riportano la parola in tutte e tre le sue grafie:

Sabatini Coletti
The vedi Tè
Tè meno frequente The

Gabrielli
The vedi Tè

De Agostini
The vedi Tè
Tè o The

Garzanti
Tè o The

Zingarelli
Thè vedi Tè
Tè o Thè

Devoto Oli
The, grafia meno corrente per Tè

Treccani
The, Tè e Thè
Tè meno comune The o Thè


Mi sembra evidente, pertanto, che nella lingua italiana, tutte e tre le versioni siano sempre state utilizzate e ammesse, così come del resto lo sono ancora oggi.

Sicuramente, la grafia è quella più diffusa, ma anche le altre due, Thè e The, sono, senza dubbio alcuno, corrette.

Marco Bertona

Tutte le professioni del Thè



Di seguito l'elenco di tutte le professioni del settore tè/infusi riconosciute a livello nazionale ai sensi della Legge 4/13 attraverso ADeMaThè Italia:
  • Tea Trader, o esperto nella commercializzazione di Tè/Infusi
  • Tea Sommelier™, o esperto nella preparazione e somministrazione di Tè/Infusi
  • Tea Barman™, o esperto nella preparazione di cocktail a base di Tè/Infusi
  • Tea Chef™, o esperto nella creazione e realizzazione di menu e ricette a base di Tè/Infusi
  • Tea Taster, o tecnico dell'assaggio
  • Tea Blender, o tecnico della miscelazione
  • Esperto Infusore
  • Maestro di Cerimonia
  • Tea Party Planner
  • Tea Plantation Expert, o tecnico in teicoltura
  • Tea Processing Expert, o tecnico nei processi di lavorazione
  • Tea Industry Expert, o esperto nel settore industriale del Tè
  • Tea Master
Per informazioni sui corsi di formazione e gli attestati di qualificazione professionale rilasciati dall'Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè vi rimandiamo al sito ufficiale ADeMaThè.

Per ulteriori dettagli potete contattare la nostra segreteria e parlare con un nostro incaricato CONTATTI

Per un maggior approfondimento, vi invitiamo anche a leggere l'articolo sul riconoscimento delle nuove professioni

Accordo HOST 2013 e ADeMaThè Italia

 
Host 2013 e ADeMaThè insieme, per un mercato del thè che cresce.

Prima bevanda calda più bevuta al mondo, il thè piace sempre più anche agli italiani.


Questo importante segmento del mercato beverage sarà protagonista a HOST, il Salone internazionale dell’ospitalità professionale, al quartiere fieramilano a Rho da venerdì 18 a martedì 22 ottobre 2013: la manifestazione, leader mondiale nel settore Ho.Re.Ca. e Retail, ospiterà infatti, per la prima volta, uno spazio dedicato al tè nell’ambito della macro-area Caffè-Tè e Gelateria-Pasticceria-Cacao.

Una nuova, importante piattaforma di business per operatori del settore da tutto il mondo e anche un’occasione unica di approfondimento e formazione, grazie alla collaborazione tra Host e ADeMaThè, l'Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè.

Durante i cinque giorni di manifestazione, Host e ADeMaThè organizzeranno eventi per promuovere la cultura del tè, che vedranno alternarsi workshop e seminari. Grande attenzione sarà rivolta in particolare alle nuove professioni del thè e alle opportunità di lavoro che queste aprono oggi.


Oltre agli eventi formativi e informativi dedicati, non mancheranno momenti tasting, cerimonie del thè e performance di importanti baristi. I cocktail a base di tè, infatti, sono uno degli esempi delle opportunità che questa nicchia offre in termini di occasioni di ibridazione tra prodotti, sempre più importanti in un mercato che sta evolvendo rapidamente verso il modello dei locali multi-specializzati.

Link: HOST 2013

Tea Taster: riconoscimento professionale!



E' legge la nuova disciplina delle professioni non regolamentate.

Approvata lo scorso dicembre dalla Camera dei Deputati in sede legislativa, dal 10 febbraio è legge dello Stato la legge che regolamenta le associazioni delle professioni non organizzate con ordini o collegi.

ADeMaThè si batte da anni per il riconoscimento e la regolamentazione dell'attività professionale dell'Assaggiatore di Tè, ed oggi, con l'approvazione di questa legge, è stato finalmente raggiunto l'ambizioso obiettivo” - è il primo commento a caldo di Marco Bertona, presidente dell'Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè.

“Il Parlamento Italiano - prosegue Bertona - si è reso protagonista di una pagina importante nella storia delle professioni italiane, perché l’approvazione di questa legge rivoluziona il sistema rendendolo più moderno, efficace e competitivo.” 

“Con questo provvedimento si è garantita l’utenza e dato dignità e status ad oltre tre milioni di professionisti, tra cui gli operatori del comparto tè e infusi da noi rappresentato – sottolinea il presidente di ADeMaThè – riconoscendo per legge il sistema duale delle professioni composto da ordini ed associazioni”.

“Ora occorrerà iniziare ad immaginare una nuova ADeMaThè - sottolinea Bertona - Con questa legge, infatti, le associazioni professionali riconosciute, divengono i più importanti organismi di tutela nei confronti dell’utenza e di conseguenza occorre puntare alla diffusione di standard qualitativi sempre più elevati”.

“L’adesione ad una associazione ed l’ottenimento dell’attestato di qualificazione – spiega Bertona - diviene oggi un parametro di confronto qualitativo fondamentale, tra chi è dentro e chi è fuori dal nuovo sistema di qualificazione professionale".

La nuova legge, infatti, affida alle associazioni professionali come ADeMaThè, un compito molto importante a tutela dei consumatori, riconoscendo loro il compito di rilasciare l’attestazione di qualificazione professionale ai propri iscritti.

"Con questa legge - continua Bertona - le associazioni diventano l’anima delle professioni. Soltanto iscrivendosi ad una associazione professionale riconosciuta, si offre all’utente la garanzia sul grado di specializzazione, di aggiornamento e formazione continua dei professionisti, contribuendo a mantenere alta l’asticella della qualità”

“Sarà, quindi, compito della nuova ADeMaThè - conclude Bertona - vigilare che soltanto gli operatori professionali davvero in grado di rispondere ai requisiti richiesti dalla legge, possano ottenere la certificazione di competenza prevista e che tutto sia fatto con correttezza, trasparenza e veridicità”.

Vogliamo cogliere quindi l'occasione, per inviare un ringraziamento particolare a tutti coloro che in questi anni hanno sostenuto la nostra Associazione e ci sono stati fedeli e vicini.

Grazie a tutti voi. 

Per l'elenco completo di tutte le figure professionali del comparto tè e infusi, riconosciute ai sensi della Legge 4/13 tramite ADeMaThè, vi rimandiamo all'articolo Tutte le professioni del thè

Uniti solo per far crescere il prezzo del Tè?

I più grandi Paesi produttori di tè al mondo si mettono insieme in un’organizzazione per far salire i prezzi all’ingrosso e, quindi, anche quelli al dettaglio.

Ad annunciare questa sorta di Opec del tè, è stato il ministro delle Piantagioni dello Sri Lanka, Mahinda Samarasinghe (nella foto), Paese che ha ospitato pochi giorni fa (21 gennaio), l’incontro a cui hanno partecipato anche India, Kenya, Indonesia, Malawi, Iran, Ruanda e Cina (ma questa ultima solo come osservatore).

Dopo due giorni di discussione i sette Paesi, che rappresentano il 50% della produzione mondiale (Cina esclusa), hanno infatti annunciato la creazione del Forum Internazionale dei Produttori di Tè.
 

Una intesa ricercata da 80 anni

Si tratta di una svolta per il settore, visto che come ha ricordato il ministro delle Piantagioni dello Sri Lanka, Mahinda Samarasinghe (nella foto), parlando di “tappa storica per l’industria del tè”, sono 80 anni che i Paesi esportatori tentano di raggiungere questo risultato.

I primi punti dell’accordo riguardano la condivisione delle competenze e lo stimolo della domanda per far crescere i prezzi, ma il ministro ha sottolineato che metodi più sofisticati, e controversi, come il controllo dell’offerta potrebbero anche essere presi in considerazione.


Il presso, oggi, si aggira attorno ai 2,5 dollari al chilo


Delle vere e proprie quote di produzione, insomma, che per il momento non sono contemplate, ma che potrebbero esserlo “in futuro”. I prezzi mondiali del tè si aggirano sui 2,5 dollari al kg, in calo rispetto ai 2,84 dello scorso anno, con i consumi mondiali in flessione dell’1%. Un prezzo che, secondo lo Sri Lanka, è molto più basso rispetto a quello di altre bevande, come l’acqua in bottiglia.

Cina, sulla via del tè - Mostra fotografica



Fotografie in mostra sino al 14 febbraio 2013, a Bologna, presso il Café de la Paix in Via Collegio di Spagna n. 5/b.

Le immagini selezionate per questa mostra appartengono ad un lavoro più ampio che Rocco Casaluci (fotografo professionista e fotografo ufficiale di scena del Teatro Comunale di Bologna) ha dedicato al mondo del tè in Cina. Una sorta di reportage poetico lungo le piantagioni degli alberi e arbusti sempreverdi della Camellia dalle cui foglie, per infusione, si ricava il tè.

La raccolta delle foglie, la lavorazione, il mondo che circonda e partecipa a questo lavoro, il paesaggio che, colto dall’occhio del fotografo, appare contaminato da un senso di ritmo pacato e soffuso, come una linea filosofica che avvolge un intero ciclo produttivo, formano il corpus di queste immagini.

La visione di un Paese che, nonostante i veloci cambiamenti sociali degli ultimi anni, conserva nella tradizione del tè l’aspetto più profondo di una cultura millenaria, sospesa tra il passato agricolo che si tramanda di generazione in generazione e la capacità di continuare a vivere il presente in forma "Zen" (o "Chan" in cinese).

La grande professionalità di Casaluci è qui messa in evidenza dalla notevole autonomia che hanno le singole fotografie, ognuna nei confronti delle altre: il discorso narrativo si compie ad ogni immagine senza necessari rimandi o didascalie esplicative.

Ma il Tè Rosso è Tè o è Rooibos?


Avevamo già trattato tempo fa la questione del "tè rosso", ma oggi riapriamo quel capitolo solo per segnalare una curiosità.

In quel post segnalavamo come Twinings utilizzasse il termine "tè rosso" per indicare il tè "pu-erh" (vedi immagine sopra), un tè fermentato, tradizionale della regione cinese  dello Yunnan.

Dalla immissione di quel tè sul mercato italiano, molti negozianti di tè cominciarono a definire il te pu'er come "tè rosso".

Ovviamente ciò non è corretto. Eppure, nonostante la nostra intensa attività culturale e didattica, nulla abbiamo potuto contro la forza comunicativa e persuasiva di una potente multinazionale come Twinings.

Ma oggi, a distanza di alcuni anni, la cosa curiosa, che ci fa riaprire la questione, è l'immagine sottostante. Osservatela attentamente.

Sempre Twinings, sempre tè rosso, ma questa volta il tè rosso è diventato per magia "Rooibos" (il Rooibos, o Roibos, è una bevanda ricavata dalle foglie di una pianta omonima che cresce in Sud Africa. Il Roibos non deriva dalla Pianta del Tè).

Ovviamente questa confezione non è destinata al mercato italiano, ma il confronto è utile per far capire come la nostra cultura sul tè non possa passare attraverso la lettura delle etichette dei prodotti sugli scaffali, sopratutto se siamo degli operatori del settore.

Le due confezioni sono destinate a due mercati diversi, e chi ha studiato le confezioni, l'ha fatto tenendo conto, non certo delle aspettative di ADeMaThè, ma delle esigenze dei mercati a cui i due prodotti erano destinati.

L'Ambasciatore italiano del Tè

Anche l'Italia, finalmente, ha il propripo ambasciatore del Tè.

Marco Bertona, tea taster professionista e presidente di ADeMaThè Italia, è stato nominato Delegato Nazionale presso il Gruppo Intergovernativo sul  il Tè della FAO, l'organizzazione mondiale per l'agricoltura e l'alimentazione dell'ONU. 

Nella foto, Marco Bertona durante un suo intervento all'ultima sessione del Gruppo Intergovernativo sul Tè della FAO tenutasi nello Sri Lanka.

Slow Tea Association

La coccinella è il simbolo dell'Associazione internazionale no-profit Slow Tea, che promuove e sostiene la produzione di tè di qualità su piccola scala e il suo consumo.

Slow Tea International sostiene la biodiversità. La sua presenza in molti paesi del mondo promuove la conoscenza delle tradizioni di coltivazione di cultivar e di varietà selvatiche e crede fermamente in una agricoltura "pulita", senza il ricorso a pesticidi o fertilizzanti chimici.

Crede in una lavorazione artigianale tramandata come una sapienza famigliare, che determina il buon prodotto, contro l'omologazione del gusto. Spesso si tratta di piccoli, piccolissimi produttori le cui terre rendono troppo poco perché i loro prodotti trovino accesso ai canali di un mercato dominato dalla grande produzione industriale.

Slow Tea si impegna affinché questo vero e proprio patrimonio dell'umanità non scompaia.

Link utili:

www.SlowTea.org - Il sito ufficiale di Slow Tea International (EN)

Il gruppo Slow Tea Italia su Facebook (IT)


Matti per l'Erba Mate

In spagnolo si chiama Mate (Chimarrão in portoghese) l'infusione preparata con le foglie di Erba Mate (Yerba Mate in spagnolo, Erva Mate in portoghese), una pianta originaria del Sud America.

La tradizione della preparazione del Mate è stata appresa dai colonizzatori spagnoli e portoghesi dagli Indios Guaraní. Con il passare del tempo fu adottata come bibita tradizionale dei Gaucho in Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile e Regione Sud del Brasile e lungo tutta la cordigliera delle Ande.

Attualmente il Mate si conferma un infuso molto popolare in questi Paesi, dove è bevuto quotidianamente da gran parte della popolazione ed è parte del rito quotidiano in quasi tutte le famiglie e, in alcuni casi, anche negli uffici dove è molto comune vedere professionisti lavorare davanti ai loro computer con una tazza di Mate.

Ma anche nei trasferiemnti all'estero per lavoro o in vacanza, non si abbandona mai la buona abitudine. Nella foto Cecilia Rodriguez (la sorellina di Belen) in vacanza in Italia, con la sua immancabile Erba Mate.

Alla FAO un Esperto italiano di Tè


Marco Bertona, tea taster professionsita e presidente di ADeMaThè Italia, è stato chiamato a far parte del Panel di Esperti del Gruppo Intergovernativo sul Tè della FAO.

Il Forum del Gruppo intergovernativo sul Tè della FAO, è una comunità di esperti internazionali di Tè.

Il Forum è stato costituito con lo scopo di soddisfare la missione della FAO di mettere tutte le informazioni e i dati utili alla portata della comunità internazionale.

Come gateway di competenza e patrimonio di conoscenze dell'Organizzazione, il Forum è un tentativo di migliorare l'interazione e l'efficienza a tutti i livelli nel settore del Tè.

Il Forum di esperti è stato creato per fornire un luogo dove i membri possano discutere, interagire e scambiare tutte le conoscenze sul Tè: dalla sua produzione, il commercio ed i prezzi al suo consumo, senza tralasciare ovviamente gli aspetti salutistici.

Dallo scorso ottobre, anche un italiano è componente del Panel degli Esperti internazionali di Tè della FAO.

Congratulazioni dunque a Bertona per il prestigioso riconoscimento e tanti auguri di buon lavoro.


Nella foto: Il gruppo di Tea Taster de l'United States Board of Tea Experts. Data dello scatto: 17 febbraio 1947

La caffeina non anticipa il parto

Una vasta meta-analisi sui più recenti studi condotti per valutare il ruolo della caffeina durante la gravidanza, sembra escludere una maggiore probabilità di nascite anticipate nelle donne che bevono quotidianamente caffè e tè.

La ricerca ha considerato in totale ventidue trial clinici, che hanno coinvolto decine di migliaia di future mamme negli Stati Uniti, in Europa, in Canada e in Brasile.

Dalla valutazione dei risultati di tutti gli studi inseriti nella meta-analisi, emerge che 300 milligrammi di caffeina - l'equivalente di tre tazzine di espresso o di tre tazze di tè - non aumentano il rischio di dover correre in ospedale per un parto anticipato.

In realtà, sottolineano i ricercatori, i pericoli sono altri: troppa caffeina potrebbe condizionare il peso del nascituro oltre a scatenare episodi di insonnia, mal di testa e nausea nel periodo della gestazione.

La meta-analisi non può però essere considerata del tutto esaustiva poiché il campione studiato era composto quasi esclusivamente da donne caucasiche e non ha esaminato gestanti nelle quali il consumo giornaliero di caffeina supera i 400 milligrammi al giorno.

Inoltre, non sono rientrate nello studio bevande energetiche e supplementi a base di erbe, spesso arricchiti da caffeina.

Resta quindi valido il consiglio di bere tranquillamente caffè e tè durante la gravidanza, a patto però di non esagerare.


Vecchiaia e depressione si battono con il Tè Verde

Può capitare a tutti di sentirsi vecchi e tristi. Ora una ricerca completata negli Stati Uniti svela che per stare meglio, addirittura guarire, basta bere Tè verde, quello non ossidato, che ha sempre un numero maggiore di estimatori.

Il Tè verde non solo fa bene al corpo, ma anche allo spirito, specialmente nella terza età, quando può capitare di soffrire di depressione. Uomini e donne anziani che bevono diverse tazze al giorno di questa bevanda con meno probabilità si sentono tristi, secondo quanto suggerisce uno studio giapponese.

Il Dr. Kaijun Niu, della Tohoku University Graduate School of Biomedical Engineering, a Sendai, e i colleghi hanno scoperto che uomini e donne di 70 anni e oltre che bevevano quattro o più tazze di Tè verde al giorno avevano il 44% di probabilità in meno di soffrire di sintomi di depressione rispetto ai coetanei che consumavano meno Tè verde.

Diversi studi in passato hanno collegato l'assunzione di tè verde a una riduzione dei problemi di natura psicologica. Ciò ha portato Niu e colleghi a cercare un'associazione tra il consumo di Tè verde e i sintomi della depressione in un gruppo di 1.058 anziani in condizioni di salute relativamente buone.

Circa il 34% degli uomini e il 39% delle donne presentavano sintomi di depressione, si legge sull'American Journal of Clinical Nutrition. Questi sintomi erano seri in circa il 20% degli uomini e in circa il 24% delle donne. Nel complesso, 488 partecipanti allo studio hanno detto che bevevano quattro o più tazze di Tè verde al giorno, 284 ne bevevano tre al dì e i restanti 286 ne consumavano una o anche meno.

Anche considerati altri fattori, come lo status socio-economico, il sesso, l'alimentazione generale, i problemi medici, il fumo, l'attività fisica e l'uso di farmaci antidepressivi, i ricercatori hanno comunque notato un effetto protettivo del tè verde contro la depressione.

Non è stata osservata invece alcuna associazione tra diminuzione dei sintomi di depressione e consumo di altri tipi di Tè (neri indiani e singalesi o wulong) o di caffè. Secondo i ricercatori, l'effetto positivo del Tè verde è da ricondursi alla presenza di un aminoacido, la teanina, che sembra svolgere l'azione di un tranquillante sul cervello, spiega Niu.

Anche se la depressione è una malattia che va curata con un mix appropriato di farmaci e psicoterapia, il tè verde, conclude il ricercatore giapponese, potrebbe contribuire al benessere di chi si sente un po’ giù.

Fonte: Tohoku University Graduate School of Biomedical


In Italia i Maestri della Teiera dal Becco Lungo

Nell'ambito delle celebrazioni per l'Anno della Cultura Cinese Italia, ADeMaThè ha invitato una delegazione di maestri di un'antica scuola tradizionale cinese e campioni nell'uso del Chang Liu Hu: una caratteristica teiera in rame dal particolare becco lungo.

L'uso di questa speciale teiera risale a diversi secoli fa e ancora oggi, come allora, sono organizzati in Cina delle vere e proprie competizioni dove i maestri in questa disciplina si cimentano in prove spettacolari e acrobatiche.

Alcuni dei componenti del team ospite in Italia, sono campioni in Cina in questa specialità!

La rassegna "2010 Anno della Cultura del Tè in Italia" inizierà il tour il 4 novembre e toccherà diverse città italiane tra cui: Vicenza, Monza, Milano, Torino e Roma.

Per ulteriori informazioni e il programma dettagliato degli eventi contatta ADeMaThè Italia

2010: Anno della Cultura del Tè in Italia

Il 2010 è stato dichiarato congiuntamente dai governi italiano e cinese, come l'Anno della Cultura Cinese in Italia e ADeMaThè è stata accreditata tra gli organizzatori ufficiali degli eventi celebrativi dell'Anno della Cultura Cinese e specificatamente per l'organizzazione del progetto denominato 2010 Anno della Cultura Cinese del Tè in Italia.

Per l’occasione ADeMaThè sta organizzando una serie di eventi culturali itineranti sul Tè, congiuntamente con l’invito in Italia di una delegazione di maestri di Tè di un'antica scuola tradizionale cinese.

La rassegna, denominata l'Anno della Cultura del Tè in Italia, toccherà le principali città dal nord al sud Italia.

Maggiori dettagli su programma, date e località saranno date a
breve.

Guarda il video della conferenza stampa QUI

L'Anno della Cultura Cinese del Tè è organizzato da ADeMaThè Italia sotto l'alto patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e della Camera di Commercio Cinese di Pechino.


Per informazioni contattare l'Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè cliccando QUI

Per la salute dei denti una buona tazza di Tè

Una buona salute del corpo dipende anche dal benessere dei denti e del cavo orale. Per questa ragione Marialice Boldi, Presidente dell'Associazione Igienisti Dentali Italiani (Aidi), ha aiutato a spiegare quali sono le buone abitudini che gli italiani devono sempre tenere a mente per la propria igiene orale.

Negli ultimi anni, ha spiegato Boldi non più del 40 % della popolazione ha una corretta igiene orale, in media si «concedono» solo 46 secondi per la pulizia dei propri denti.

Nonostante ci sia stato un incremento dell'attenzione tra gli italiani che ha portato, soprattutto per motivi estetici, ad un globale miglioramento il processo positivo riguardo solo alcune fasce, lasciando ancora fuori gli anziani e i bambini.

Sono pochi e semplici i consigli che le persone, ha sottolineato il presidente dell'Aidi, devono tenere sempre a mente: in vacanza, o nella vita di tutti i giorni, è necessario portare sempre con sé uno spazzolino, che non deve mai essere duro, un dentifricio e filo interdentale o scovolino, impegnandosi per almeno 10 minuti al giorno con una seria pulizia del cavo orale.

Evitare fumo, alcool e droghe che, oltre a provocare seri danni alla salute, sono a tutti gli effetti dei veleni per i denti e le gengive che riescono a nascondere in parte il problema.

In fatto di prevenzione, Boldi ha affermato che il Tè è sicuramente uno dei migliori e più naturali prodotti da inserire nella quotidiana igiene orale.

«Il Tè contiene una buona percentuale di fluoro che compie un'azione protettiva importantissima sui denti - ha affermato Boldi - teina o caffeina che dir si voglia, è vero che possono macchiare i denti, ma una buona pulizia e delle sane abitudini attenuano e fanno scomparire qualunque effetto».


«Bisogna passare almeno tre minuti a spazzolarsi i denti – ha concluso Boldi - una giusta tecnica è spazzolare almeno cinque volte, o sei in zone più nascoste, nello stesso punto senza spostarsi. Con questa semplice abitudine il sorriso sarà sempre smagliante».

Inaugurato l'Anno Culturale della Cina in Italia

Il 7 ottobre, il premier cinese Wen Jiabao e il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi hanno partecipato congiuntamente alla cerimonia d'apertura dell'Anno della Cultura Cinese in Italia.

Nel discorso pronunciato nell'occasione della cerimonia, Wen Jiabao ha affermato che le relazioni sino-italiane hanno promosso efficacemente lo sviluppo delle relazioni tra Cina ed Europa, dando anche un contributo positivo alla pace e allo sviluppo del mondo. La parte cinese intende promuovere le relazioni Cina-Italia a un livello superiore, cogliendo le opportunità e persistendo nel rispetto reciproco, nel mutuo vantaggio e win-win, nell'arricchirsi

Per l'occasione, con lo scopo di dimostrare l'antica e duratura amicizia tra la Cina e l'Italia e di assicurare un ambiente suggestivo e solenne, il colosseo è stato illuminato, con fasci di luce, utilizzando i colori delle rispettive bandiere della Cina e Italia: rosso (in rappresentanza della Cina) e verde, bianco, e rosso (in rappresentanza dell'Italia).

Attraverso questo nuovo utilizzo dell'illuminazione del colosseo, simbolo indiscusso dell'antica civiltà italiana, si dimostra ai popoli del mondo intero l'emblematico messaggio di amicizia tra l'Italia e la Cina.

Tè - Quello in bottiglia perde gli effetti benefici

Clamorosa la notizia che arriva dal convegno nazionale dell'American Chemical Society. Perché alla riunione, in corso in questi giorni a Boston negli Stati Uniti, è stato affermato che "Il tè in bottiglia non è sano quanto quello naturale".

A questa conclusione è giunto un gruppo di ricercatori della società biotecnologica WellGen.

Il motivo? Il tè confezionato non contiene la quantità di polifenoli, le sostanze antiossidanti associate a diversi benefici sulla salute che tanto pubblicizzano i produttori.

I risultati di questa ricerca sono stati presentati al convegno. «I consumatori capiscono molto bene che il consumo di Tè e di altri prodotti hanno benefici per la salute», ha detto Li Shiming, autore dello studio, «ma c'è un ampio divario tra la percezione dei benefici del consumo di Tè e la quantità di nutrienti sani, come i polifenoli, che si trovano nel prodotto confezionato. La nostra analisi ha determinato che in questo caso il contenuto di polifenoli è estremamente basso».

In un rapporto del 2006 del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti è emerso che il Tè verde istantaneo contiene una quantità trascurabile di EGC (epigallo catechina), la sostanza attiva principale di questa pianta.

Il tè è la seconda bevanda più consumata al mondo dopo l'acqua e l'impossibilità di preparare questa bevanda in certe situazioni ha portato alla proliferazione di prodotti imbottigliati che tendono a essere più attraenti per i consumatori, con sapori e gusti diversi, meno amari rispetto all'infusione pura e semplice.

Lo studio coordinato da Li ha avvertito che il contenuto di polifenoli del Tè imbottigliato e già pronto non supera i 10 milligrammi, mentre una tazza tradizionale di Tè ne contiene dai 50 ai 150.

Questo perché i polifenoli, nonostante tutti i benefici, hanno due grossi svantaggi: sono amari e astringenti. I produttori spesso scelgono di ridurne il contenuto per ottenere un sapore piacevole al palato.

E per far questo, ha spiegato Li, «il modo più semplice è quello di aggiungere meno Tè» e quindi diminuire la presenza delle sostanze che rendono la bevanda benefica per la salute.

Fonte: American Chemical Society

TWININGS dice addio alla Gran Bretagna


Ecco una notizie che faranno discutere e che segnano una svolta nella storia di un marchio e del suo prodotto.

Ecco l'annuncio: "La Associated British Food, proprietaria dello storico marchio britannico di tè Twinings ha deciso di trasferire la produzione in Polonia e Cina entro settembre del 2011".

La notizia, riferita dal Daily Telegraph, è stata in seguito confermata dall'azienda. Secondo il quotidiano britannico, i 263 lavoratori della fabbrica a che ha sede a North Shields nel Tyneside rischiano ora di perdere il posto, oltre ad altri 123 dipendenti dello stabilimento di Andover, dove l'azienda intende investire in nuovi macchinari ad alta velocità per servire il mercato britannico.

Per i 263 dipendenti che prima di essere mandati a casa dovranno anche insegnare il lavoro a coloro che li sostituiranno "è come strofinare il sale sulla ferita".

Se in Gran Bretagna si beve il Tè, lo si deve anche alla Twinings e la chiusura segna la fine di un'era da quando nel 1706 Thomas Twining aprì la prima 'tea room' al numero 216 dello Strand a Londra, dove ancora si trova di fronte all'Alta Corte di Giustizia.

Twinings, da 170 anni fornitore di Tè della casa reale e presente con i suoi prodotti in 115 paesi nel mondo, già da tempo faceva imbustare buona parte delle miscele più conosciute in Cina, in un impianto che a breve dovrebbe essere raddoppiato.

Tè e infusi: sempre più business

Il settore delle aziende impegnate nella lavorazione di Tè e infusi sono aumentate del 12,9% in un anno e sono concentrate soprattutto in Toscana e Lombardia.

L'importazione di tè è arrivata quasi a 15 milioni di euro nel 2010 (+26,3% rispetto al 2009) mentre diminuisce quello del caffè che passa dai 412 milioni ai 382 milioni (-7,5 %).

Scarica le tabelle con i dati delle imprese italiane attive nella lavorazione di Tè, caffé e infusi suddivisi per regione e provincia. (servizio per i soli abbonati)

2010: Anno della Cultura Cinese in Italia

Si è tenuta il 1 Ottobre a Roma, presso la Sala Marmi di Palazzo Barberini, la Conferenza Stampa di presentazione per l'Anno Culturale della Cina in Italia.

La rassegna, volta a promuovere la conoscenza della cultura cinese in Italia, vedrà dall'ottobre 2010 al settembre 2011 un susseguirsi di oltre cento eventi che si svolgeranno a Roma, Milano, Firenze, Torino, Napoli, Vicenza e altre realtà territoriali gemellate con la Cina.

Tra questi spiccano mostre e concerti, ma anche incontri sull'economia e il commercio, sull'eduzione e la tecnologia, l'ambiente e il turismo, andando a prendere la concezione più ampia del termine cultura. Il Primo Ministro Cinese S.E. Wen Jiabao verrà in Italia il 6-7 ottobre per l'inaugurazione dell'Anno Culturale in Cina.


Durante la conferenza stampa, l'ambasciatore Ding Wei ha sottolineato come la data del 1 ottobre sia una data simbolicamente felice per inaugurare questa grande manifestazione culturale essendo la data di fondazione della Repubblica Popolare Cinese, e ha dato significativi segni di stima dell'Italia. Inoltre ha puntualizzato come i due paesi siano legati da una profonda tradizione culturale.

"Come l'anno della Cultura Italiana in Cina – ha dichiarato l'ambasciatore – è stato un momento importante di scoperta per il popolo cinese, dell'identità italiane, sono certo che quest'anno, per gli italiani, grazie alle molte manifestazioni organizzate e grazie alla collaborazione con le istituzioni italiane, ci sarà di certo modo di meravigliarsi e di conoscere maggiormente la bellezza dell'arte cinese".

Il primo evento dell'Anno Culturale della Cina si terrà a Roma il 7 ottobre presso il Teatro dell'Opera di Roma, in cui la rinomata orchestra filarmonica Cinese eseguirà il concerto d'inaugurazione, interpretando i brani più famosi dell'Opera di Pechino come: La concubina ubriaca, e brani della cultura occidentale come il Barbiere di Siviglia, Turandot e Madama Butterfly.

Il video della conferenza stampa è consultabile QUI